🕹️#37 Videogiochi e religione
C'è un progetto su Substack che si occupa di questa intersezione, oggi ne scopriamo alcuni aspetti con il suo curatore Simone Baldetti
📬Questa è Sacro&Profano, la newsletter che ogni settimana ti fa capire due o tre cose sul mondo attraverso le lenti della religione, senza essere confessionale.
Il mondo dei videogiochi è oggi l’industria del settore entertainement più ricca del mondo. Musica, teatro, cinema, editoria sono tutti surclassati dal mercato del videogaming che spazia dai giochi per cellulari a quelli per PC e console. Non è solo un fenomeno economico, ma culturale. I videogame impattano in molti modi, debordano dagli schermi, diventano giocattoli, film, fumetti, libri e quindi vengono rielaborati e diventano parte della cultura collettiva di quella parte di mondo che ne fruisce. In un mondo parallelo come quello dei videogames c’è tutto perché è una immagine del mondo che vuole sia riprodurre che sublimare che - naturalmente - reinventare. Ma i pezzi sono quelli, compresa la religione. Il progetto che porto avanti con questa newsletter parla di cultura, società e politica e di come esse influenzino e siano influenzate dal sacro, dal religioso. Oggi esploriamo un pezzetto di questa interazione, ma soprattuto apriamo un canale di collaborazione…
PS come avrai notato questa newsletter è arrivata domenica, è tutto ok, è il nuovo giorno di pubblicazione!
Fine del prologo, cominciamo!
Dragon Age: Origin
Oggi una newlsetter particolare. L’occasione è quella di parlare con
, giurista e attualmente assegnista di ricerca in Diritto e Religione presso l'Università di Pisa che da qualche tempo ha avviato un progetto di comunicazione online che ha chiamato , con un podcast e una newsletter, in cui svolge attività divulgativa sul Gaming and Religion.Simone nell'Ateneo pisano insegna Diritto Interculturale a Giurisprudenza e a Scienze per la Pace e si è occupato molto di rapporti tra diritto e religione in Giappone: le sue ultime ricerche riguardano le questioni giuridiche legate alla presenza della religione all'interno dei videogiochi.
Come nasce questo tuo interesse per il sacro declinato attraverso il gioco?
Sono sempre stato un appassionato di videogiochi fin da piccolo, che mi ha accompagnato anche lungo tutto il percorso universitario e di cui ho sempre cercato di approfondirne le sfaccettature. Lavorando come ricercatore a un certo punto ho iniziato a guardare ai videogiochi con la curiosità dello studioso. Mi sono chiesto come sarebbe stato guardare ai videogiochi con la mia prospettiva disciplinare, quella della regolamentazione giuridica del fenomeno religioso. Questa materia, che una volta chiamavamo "Diritto Ecclesiastico" e che ora chiamiamo "Diritto e Religione", si occupa di libertà religiosa e delle questioni in cui il diritto incontra questioni significative dal punto di vista spirituale.
Ho scoperto che questo avviene nei videogiochi molto più spesso di quanto non si creda, e una curiosità si è trasformata nel tempo in un vero e proprio interesse di ricerca. Per esempio, è interessante studiare la libertà religiosa degli sviluppatori di videogiochi, nell'esprimere la propria fede attraverso lo sviluppo di questi giochi, ma anche i relativi limiti. Senza contare del contributo dei videogiochi alla valorizzazione del patrimonio culturale di interesse religioso, o in campo educativo in tema di educazione interculturale.
Che cosa cerchi in ogni gioco e che tipo di giochi cerchi nel tuo quotidiano?
Per non essere banale, salterei l'evasione e il distacco che normalmente si attribuisce ai videogiochi, e ti direi che in generale cerco in un videogioco che sappia affascinarmi in qualche modo: per il suo sistema di gioco stimolante, per il grado di sfida che propone, per la storia che vuole raccontare o per le sue estetiche.
Nel mio caso quello che gioco è anche influenzato dal fatto che sono, in parte, il mio lavoro. Cerco comunque di farmi guidare dalla mia passione e dai miei interessi, magari poi trovandoci delle occasioni di analisi in videogiochi che normalmente gioco per ragioni mie. Mi piacciono molto i giochi di ruolo alla giapponese (JRPG, Japan RolePlay Game, ndr), come Final Fantasy o Dragon Quest, i cosiddetti souls-like (Dark Souls, Elden Ring), ma anche esperienze meno story-driven e più arcade, come le corse di Super Mario Kart.
Far Cry 5
Il tuo percorso ludico cosa predilige?
Mi piace sperimentare, ma ho dei filoni che non abbandono mai del tutto e riprendo periodicamente. Per esempio, negli ultimi tempi ho ripreso a giocare a Starcraft II, un videogioco fantascientifico di strategia in tempo reale competitivo, in cui si estraggono risorse, si costruisce un esercito e ci si confronta con avversari umani online. Non sono mai stato particolarmente bravo, ma mi piace l'idea di studiare e migliorarmi, anche se poco per volta.
Amo molto i classici e bazzico spesso quello che viene definito "retrogame", ossia giocare ai videogiochi più vecchi. Seppure l'innovazione tecnologica faccia cambiare volto ai videogiochi nel corso degli anni, moltissimi titoli rimangono senza tempo e li rigioco sempre volentieri. Sono cresciuto con Nintendo e i vari Super Mario, Zelda, Metroid sono tra le mie saghe preferite.
Credo di finire almeno una volta all'anno Super Metroid e Chrono Trigger, due videogiochi particolarmente speciali per me.
Che approccio hai verso la religione? Cosa rappresenta per te e cosa vuoi comunicare?
Penso che la religione, o in generale la tensione verso la spiritualità, sia un aspetto fondamentale dell'essere umano. Tutti noi cerchiamo le risposte alle grandi e piccole domande dell'esistenza, e avvertiamo la sensazione che ci sia qualcosa di Altro che in qualche modo guida l'universo e le nostre vite.
Da studioso della libertà religiosa, tengo molto alla tutela del diritto di scegliere e professare la propria fede, e sono molto affascinato dallo studio di quelle che per noi occidentali sono esperienze religiose inconsuete, come quelle orientali. Sono convinto che aiutare la reciproca conoscenza tra modi di concepire la culturale e la religione diversi sia fondamentale per costruire una società pacifica.
Anche tu ti sei scelto una nicchia davvero particolare: come lavori?
Giochi Sacri nasce per dare una dimensione pratica al mio lavoro di ricerca accademica. La mia idea è trasmettere un po' di quello che imparo e che continuo a imparare sull'argomento, sperando che possa essere utile.
Cerco di spaziare tra argomenti che riguardano la presenza della religione nei videogiochi, alla discussione su tematiche di diritto e religione tramite il videogioco. E' un'operazione interessante perché come ricercatore mi spinge a ragionare ancora di più su quello a cui sto lavorando e averlo ben chiaro, per poterlo comunicare bene, anche per attività di edutainment (l'educazione e la formazione tramite il videogioco).
Devo dire che il pubblico di appassionati di videogiochi, come del resto lo sono anche io dall'inizio, si dimostra molto partecipe e spesso sui social ricevo spunti interessanti su videogiochi da analizzare dal punto di vista religioso. Questa attività mi ha anche consentito di fare la conoscenza di molte persone che lavorano nell'ambito del gaming, con cui ho avviato non solo collaborazioni ma anche scoperto delle belle amicizie.
Che storytelling viene fatto nei videogiochi su questi temi? La religione che bias sconta?
I simboli e le estetiche delle grandi religioni sono preziosi elementi di game design per gli sviluppatori, che li utilizzano da moltissimo tempo per costruire i loro mondi di gioco. I simboli religiosi vengono riprodotti nei videogiochi e si portano dietro il proprio contenuto valoriale. Per esempio, in molti videogiochi la chiesa come edificio rappresenta per definizione un luogo sicuro in cui è possibile per esempio salvare i progressi di gioco, come avviene in Dragon Quest, o molti personaggi i nemici di gioco sono rielaborazioni di soggetti di molte tradizioni religiose.
Non si tratta solo di simboli, ma anche di affrontare tematiche religiose o comunque legate alle dinamiche sociali. C'è una tendenza interessante che viene dal Giappone, per cui in alcuni videogiochi il "nemico finale" da affrontare è un essere simile al Dio delle tradizioni monoteiste. Quello che a prima vista può apparire una sorta di critica o attacco al Cristianesimo, deve essere interpretato come un'allegoria dei rischi dell'uso del potere in mano a una sola persona, come avviene nelle dittature. Alcune rappresentazioni, come quella della "setta" o della grande religione organizzata che diventa estremista, non sempre raggiungono un elevato grado di complessità. Tuttavia, spesso forniscono spunti utili per affrontare temi che riguardano il rapporto tra religione e potere.
3 giochi che consigli per motivi diversi a dei lettori che non necessariamente giocano a pc/console
- Minecraft, per lasciarsi andare alla libertà di costruire liberamente.
- The Legend of Zelda, per il senso di avventura che sa trasmettere.
- Paper Please, in cui interpretiamo un funzionario dell'immigrazione di un Paese immaginario. Fa riflettere...
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📖 Consigli di lettura
📧 Il primario consiglio di lettura è la newsletter di Simone, il cui lavoro spero vi possa interessare.
📰 Papa Francesco il 26 dicembre andrà a Rebibbia per aprire la Porta Santa, simbolo di tutte le carceri sparse nel mondo. La notte di Natale dopo la messa solenne in piazza san Pietro, attraverserà la Porta Santa di San Pietro e darà l'avvio del Giubileo (Messaggero)
📰 Teresa Kettelkamp, ex ufficiale di polizia, oggi è segretaria aggiunta della pontificia commissione per la tutela dei minori. L’esperienza sul campo, l’esplosione del caso “spotlight”, gli anni con i vescovi Usa, il confronto con la Curia romana. Una intervista su Repubblica.
🫶 Siamo arrivati alla fine di questa newsletter, spero ti sia piaciuta. Dammi un feedback se puoi ma soprattutto - se questo mio lavoro ti piace - fai conoscere ai tuoi amici questo progetto, vuoi? Intanto alla prossima settimana!